{"title":"Carlos Casas","description":"\u003cp\u003eCarlos Casas è regista e artista, la sua pratica comprende film, musica e arti visive. I suoi film sono stati proiettati e premiati in festival internazionali, tra cui il Festival del Cinema di Venezia, il Festival Internazionale del Cinema di Rotterdam, il Festival Internazionale del Cinema di Buenos Aires, il Festival Internazionale del Cinema del Messico, FID Marsiglia. Il suo lavoro è stato esposto e rappresentato in istituzioni e gallerie d'arte internazionali, come Tate Modern, Fondation Cartier, Palais de Tokyo, Centre Pompidou, Parigi, Hangar Bicocca, CCCB Barcelona, GAM Torino, Bozar Bruxelles. Il suo lavoro più celebre è la trilogiaEND, una serie di documentari legati agli ambienti più estremi al mondo, ambientata sul lago d'Aral (Aral. Fishing in an Invisible Sea, 2004), in Patagonia (Solitudine alla fine del mondo, 2005), e in Siberia (Hunters Since the Beginning of Time, 2008).\u003c\/p\u003e","products":[{"product_id":"end","title":"END","description":"\u003cp\u003e\u003cem\u003eEND\u003c\/em\u003e raccoglie il materiale audiovisivo del regista\/artista \u003cstrong\u003eCarlos Casas\u003c\/strong\u003e e la sua pluripremiata \u003cstrong\u003etrilogia di film dedicati alle tre estremità del mondo\u003c\/strong\u003e.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003e“Quando ho cominciato il progetto sulla Patagonia non sapevo che stava per nascere una trilogia. Solo dopo avere finito e visionato Aral ho cominciato a sentire il bisogno di chiudere il cerchio, di finire di tracciare la linea. In qualche modo divenne evidente che in Patagonia avevo cominciato a tracciare una linea che sarebbe dovuta finire nello Stretto di Bering, come un sentiero diagonale attraverso il mondo, da Sud a Nord, congiungendo le estremità del globo e anche i miti sulla fine del mondo. Sì, c’è qualcosa di epico nella decisione di fare una trilogia, persino di temerario, ma in qualche modo ho capito che il mio lavoro non sarebbe stato completo senza l’ultima storia. Avvertivo la mancanza di qualcosa, di una cosa che riguardasse i modi di sopravvivenza più antichi. È così che i cacciatori di balene mi hanno fornito il tema perfetto per concludere la trilogia”.\u003c\/em\u003e Così Carlos Casas ci racconta l’origine della trilogia \u003cem\u003eEND\u003c\/em\u003e, composta dai lavori \u003cem\u003eSolitude at the End of the World\u003c\/em\u003e (Patagonia), \u003cem\u003eAral. Fishing in an Invisible Sea\u003c\/em\u003e (Mare di Aral), \u003cem\u003eHunters Since the Beginning of Time\u003c\/em\u003e (Siberia).\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa potenza delle fotografie raccolte in questo volume sta nella \u003cstrong\u003etensione fra sospensione fisica e sospensione temporale\u003c\/strong\u003e: luoghi estremi, abitati da persone comuni nel loro essere in condizioni estreme. \u003cem\u003eEND\u003c\/em\u003e non documenta, bensì testimonia la volontà dell’uomo di completare le mappe disegnate su carta: volontà che ha spinto Carlos Casas a tre estremità della fine del mondo. Pretesto per raccontare anche la periferia di noi stessi.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eCon testi di Carlo Fossati, Tony Herrington, Andrea Lissoni, Jean-Pierre Rehm e Carlos Casas, book design di Paolo Palma.\u003c\/p\u003e","brand":"corraini-shop","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":53629339959626,"sku":"CF02","price":30.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0993\/8652\/3978\/files\/end.png?v=1768325366"}],"url":"https:\/\/corraini.com\/collections\/carlos-casas.oembed","provider":"corraini-shop","version":"1.0","type":"link"}