{"title":"Giuseppe Varchetta","description":"\u003cp\u003eGiuseppe Varchetta nasce a Riva del Garda (Trento) nel 1940. Vive e lavora a Milano. Psicologo dell’organizzazione di formazione psico-socioanalitica, socio fondatore e past president diAriele, dopo una lunga esperienza nell’area della formazione, dello sviluppo organizzativo e della gestione del Personale, è stato professore a contratto presso l’Università Statale Bicoccadi Milano, dove ora collabora come cultore della materia. Fotografa da “sempre” coltivando con la propria macchina fotografica alcuni temi d’elezione: la relazione utente-arte contemporanea, il paesaggio e l’arte urbani, il lavoro organizzativo, il ritratto “a mano”. Fotografa esclusivamente in bianco e nero e con macchine analogiche.\u003c\/p\u003e","products":[{"product_id":"schegge-di-memoria","title":"Schegge di memoria","description":"\u003cp\u003e\u003cem\u003e“E allora ti ritrovi con la reﬂex in mano e scatti, per lo più da lontano, quasi nascosto, per lo più con il 28 mm; scatti perché scorra un nesso tra un’emozione e un’esistenza condotta; scatti perché senti come particolarmente rilevante memorizzare quell’insolita dimensione creata da una singola vita umana. [...] E così è stato anche per \u003cstrong\u003eMichele De Lucchi\u003c\/strong\u003e. Il suo essere architetto, designer, tutte le volte che lo ho incontrato mi ha sempre sorpreso per la gravità con la quale interpreta il fatto di esistere, anche quando sorride e si liscia la lunga barba.”\u003c\/em\u003e \u003cstrong\u003eGiuseppe Varchetta\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003eLa barba sempre presente, l’elemento luce nel suo processo creativo, il ruolo della scrittura, l’insegnamento, i compagni di viaggio: sono alcune delle diverse lenti attraverso le quali Giuseppe Varchetta filtra il mondo di Michele De Lucchi e lo ritrae, consegnando all’osservatore-spettatore una storia inedita in cui \u003cstrong\u003efotografie\u003c\/strong\u003e e \u003cstrong\u003ebrevi testi\u003c\/strong\u003e formano la sintassi del racconto.\u003c\/p\u003e","brand":"corraini-shop","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":53629421322570,"sku":"D171","price":32.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0993\/8652\/3978\/files\/giuseppe-varchetta-schegge-di-memoria.jpg?v=1768326847"},{"product_id":"di-passaggio","title":"Di passaggio","description":"\u003cp\u003e“Come è involontariamente buffa l’umanità, perfino nella fatica, nell’inedia o nella dimenticanza di sé. Questo paiono suggerire le immagini di Giuseppe Varchetta, che dalla metà degli anni Sessanta gira con una macchina fotografica al collo, come fosse una parte integrante del corpo. La sua Agfa, donata dalla moglie Adriana, prima, e vari modelli di Nikon, poi, sono stati e sono uno scudo di invisibilità, che lo ha protetto in oltre cinquant’anni di appostamenti. Così ha potuto esercitare una \u003cstrong\u003epersonale visione del mondo in un milione di scatti\u003c\/strong\u003e, rigorosamente catalogati, con un occhio salvifico, mai sarcastico, maturato probabilmente dal magma esperienziale di uomo che scruta gli individui per trasformarli in squadre armoniose di lavoratori negli uffici del personale, cercando di sciogliere i problemi, di allentare le tensioni. Le fotografie di Varchetta, nonostante chissà quante miserie e grovigli abbiano visto i suoi occhi chiari, conservano \u003cstrong\u003eil senso della sorpresa costante\u003c\/strong\u003e. Perché “ruba”, come dice lui stesso, pose a donne e uomini, senza che questi avvertano l’intrusività del mirino, rimanendo morbidi nel loro essere o non essere”. — \u003cem\u003edall’introduzione di Cristina Battocletti \u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eDi passaggio\u003c\/strong\u003e raccoglie una selezione di fotografie di Giuseppe Varchetta in cui lo sguardo sugli ambienti antropizzati delle città – in Italia e nel mondo – segue il filo conduttore della \u003cstrong\u003erelazione tra figura umana e segno scritto\u003c\/strong\u003e. Dai graffiti alle vetrine dei negozi, dagli slogan pubblicitari alle opere d’arte, le parole e le frasi colte “di passaggio” da Varchetta ci invitano a nuove interpretazioni della realtà, dei suoi spazi e dei suoi abitanti.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eIntroduzione di \u003cstrong\u003eCristina Battocletti\u003c\/strong\u003e e book design di \u003cstrong\u003ePaola Lenarduzzi\u003c\/strong\u003e.\u003c\/p\u003e","brand":"corraini-shop","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":53629436952906,"sku":"L182","price":28.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0993\/8652\/3978\/files\/var_di-passaggio_cover.jpg?v=1768327142"}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0993\/8652\/3978\/collections\/giuseppe_varchetta_10b7f59c-cd9e-4a2b-ae1f-2b767295beb9.jpg?v=1773747990","url":"https:\/\/corraini.com\/collections\/giuseppe-varchetta.oembed","provider":"corraini-shop","version":"1.0","type":"link"}